Recensione – The Secret of Monkey Island Edizione Speciale
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Sviluppatore: LucasArts – Prezzo: 5,99€ – [Link App Store]
"Sono Guybrush Threepwood e voglio diventare un Pirata!"
E’ così che si apre uno dei più indimenticabili capitoli della storia dei videogiochi. Sono passati 19 anni, eppure sembra ieri che mettevo per la prima volta piede su Melee Island e da allora nulla nel mondo delle avventure grafiche sarebbe più stato lo stesso. Vale per me e per centinaia di migliaia di giocatori, che ancora oggi se interrogati su cosa ricordino di Monkey Island, rispondono con un sospiro, quello stesso sospiro che fa la ragazzina mentre chiude il diario segreto dopo averlo farcito di cagate da fornire materiale per una dozzina di numeri di Cioè.
E’ difficile provare a giudicare un titolo di questa caratura, senza scivolare nell’ovvio, senza farsi prendere da quella parzialità che, solo chi l’ha giocato e specificamente lo ha fatto anni fai, ti pervade e ti impedisce di non parlare di capolavoro assoluto, senza neppure avere la necessità di caricarla, quell’applicazione.
Ogni bambino, durante la sua infanzia e più avanti durante l’adolescenza, ha delle fasi. Quelle che comunemente chiamiamo, manco a dirlo, “scimmie”. Si va in fissa per qualcosa e non si riesce più a pensare ad altro. E prima di arrivare all’ultimo capitolo di questa escalation di pensieri monotematici (la gnocca, ndR), se ne attraversano di ogni. Da piccolo ti piace tutto con una tale facilità, che ogni giorno la tua mente è impegnata con una novità stimolante. E credo che tutti, prima o dopo, si siano fatti rapire dal magico mondo della pirateria (ma prima dell’arrivo dei giochi copiati eh!) e da tutto ciò che si porta dietro.
Personalmente, alla mia non più tenera età, ho ri-attraversato di recente, la fase "bucaniera". Ho cominciato a leggere libri (impresa per uno che poche volte è andato oltre il catalogo di Mediaworld in sala o quello di Postalmarket in bagno), a vedere film (mi sono rivisto la trilogia dei pirati… mah..) e riguardare cartoni della mia infanzia che mi ricordavo trattassero il tema (la serie animata ispirata all’Isola del Tesoro del romanzo di Robert Louis Stevenson è qualcosa di eccezionale) e quindi sono ancora pervaso di quelle vibrazioni.
Quando ai tempi uscì la prima recensione di Monkey Island (se non sbaglio sulle pagine di TGM) mi ci consumai gli occhi su quelle foto. Ogni dettaglio di quelle immagini era un film che mi facevo su cosa e come avrei potuto abbracciare un’avventura tanto epica. C’era solo la carta per sognare…
E, cosa che ormai praticamente non succede più, quando misi le mani finalmente su quei floppy dell’Amiga, passai uno dei periodi di giocatore più intensi della mia vita. Monkey Island non solo rispondeva a quanto mi fossi aspettato, ma andava ben oltre ogni mia più rosea aspettativa, condito com’era di ambienti ispirati, accompagnamenti artisticamente perfetti, situazioni evocative, ma soprattutto da una dose di umorismo che si sposava con quel titolo come neanche il pane con la Nutella.
i ricordi di quel gioco sono stampati a fuoco nel mio cervello, provato da anni di abusi e stavizi. Certi passaggi dell’Isola della Scimmia me li porterò nella tomba. E con me lo faranno altri milioni di giocatori devoti (che ora si staranno grattando i maroni) all’opera più maestosa che Ron Gilber abbia mai creato. Perchè Ron (con la collaborazione di Tim Schafer e Dave Grossman) è stato capace di avere un’idea brillante, svilupparla magnificamente e condividerla col mondo.
Ma ora basta parlare come se mi stessero per arrivare le mie cose e fossi facile al pianto, ma credetemi questa corposa premessa ci voleva. Non per voi, ma per me. Bando alle ciance ed andiamo ad analizzare il gioco più nel dettaglio! Arrrrrr!!
Passiamo al gioco e specificamente a questa versione brillantemente trasposta su iPhone ed iPod Touch. Come il titolo, The Secret of Monkey Island Edizione Speciale [Link App Store], ci suggerisce, non ci troviamo di fronte solamente al gioco del 1990 (che, importante ricordarlo, è inclusa… i nostalgici non verranno delusi), ma anche ad una versione che ha subito un sostanzioso re-style per svecchiare il look di un prodotto forse un po’ stanco e renderlo più appetibile anche per coloro che sull’Isola della Scimmia non ci sono ancora stati.
Giocheremo pertanto ad una versione esattamente identica a quella originale, ma con una grafica più curata (ma non necessariamente più bella) ed una serie di interessanti implementazioni che vorrebbero veder ringiovanire anche quel sistema di gioco che fece la fortuna della Lucasfilm, oggi LucasArts. Quello Scumm che occupava la parte inferiore dello schermo e che permetteva al giocatore di eseguire dalle azioni più elementari alle combinazioni più disparate, avendo tutto a portata di occhio e mano.
In qualsiasi momento, con un movimento delle dita, potremo passare dalla versione "enhanced" a quella originale, mossa apprezzabile e che non toglie nulla all’esperienza, ma semmai aggiunge altra sostanza.
Nel gioco, come detto, vestiremo i panni di un ragazzo dal nome indimenticabile, Guybrush Threepwood, e lo aiuteremo a realizzare il suo sogno: quello di diventare un temibile pirata. Se la premessa lascerebbe intendere una storia ricca di tensione e pathos, la piega che le cose prenderanno dopo pochissimo dall’inizio dell’avventura, non potrà che farvi abbassare il tiro, ridimensionare le vostre ambizioni corsare, ma allo stesso tempo divertirvi per la quantità e l’assurdità delle situazioni che vi troverete ad affrontare.
Grafica: non si può negare che il lavoro svolto da LucasArts per portare una versione rivisitata e corretta della sua più epica avventura, non sia più che buono. Il gioco è stato completamente ridisegnando, ricalcando per così dire le illustrazioni originali, ma arricchendole con dettagli che verranno evidenziati dalla magnificenza dello schermo del Melafonino. Un’orgia di colori vi accompagnerà dal primo all’ultimo ambiente di gioco. Se i paesaggi di The Secret of Monkey Island Edizione Speciale [Link App Store] sono magnifici, i personaggi non sono da meno: meravigliosamente caratterizzati e ricchi di tocchi di classe sapranno dare il meglio nelle corso dell’avventura. Tecnicamente il gioco fa il suo, come l’illustre predecessore. Riuscita e da segnalare, come già detto in precedenza, la possibilità di passare dalla nuova alla vecchia versione con un semplice swipe del dito. Per inciso, pur trovandola ben realizzata, non impazzisco per la nuova veste grafica del titolo. Dovendola stravolgere o comunque svecchiare, mi sarebbe piaciuto uno stile più simile al terzo capitolo delle avventure di Guybrush, l’artisticamente meraviglioso The Curse of Monkey Island.
Sonoro: il primo Monkey Island vanta alcune delle più belle musiche di accompagnamento che un’avventura ricordi. Anche questa versione "anabolizzata", prova a sorprenderci con il remixaggio delle tracce originali e la campionatura dei dialoghi (purtroppo disponibili solo in inglese). Non serve essere aver studiato al Conservatorio per intuire che il comparto sonoro di questo titolo raggiunga l’eccellenza assoluta. Non dimenticherete mai quegli ipnotici motivetti che hanno conquistato un’intera generazione di giocatori.
Giocabilità: la scelta della nuova interfaccia, con la quale guadagniamo (ragazzi credetemi, si scrive così!) in porzione di schermo visualizzato (rispetto a quella antica proposta dallo Scumm), non risulta un’idea felice a tutto tondo. E’ vero che in questa maniera l’ampiezza visiva trae beneficio e non si è costretti a perdere tempo a scegliere uno specifico verbo per svolgere una determinata azione, ma è altrettanto innegabile che la cosa risulta piuttosto impacciata, specialmente nei primi momenti di gioco. Non un problema che un po’ di pratica non possa risolvere, ma sinceramente da un titolo con un potenziale così alto, ci saremmo aspettati uno sviluppo del sistema di controllo migliore. Sono anche veri due aspetti: da una parte non è facile proporre uno schema di gioco che concili facilmente la tipologia di gioco in questione con il touch screen e le sue caratteristiche, ma soprattutto nulla vieta a LucasArts di perfezionare il suo prodotto, magari col prossimo aggiornamento.
Longevità: ci troviamo di fronte non solo ad un’avventura lunga e impegnativa, che non mancherà di accompagnare il giocatore casuale (che però dovrà applicarsi per spuntarla) come al contempo di rappresentare una sfida stimolante per l’avventuriero navigato, ma anche dinnanzi ad una delle trame più riuscite di sempre. I posti che visiterete, le sfide in cui vi imbatterete, le persone che conoscerete, segneranno la vostra vita di avventurieri per sempre. E se questo era un dato di fatto per la realtà di 20 anni fa, credetemi, è uno dei pochi aspetti nei quali il gioco non è minimamente invecchiato. Monkey Island sarà giocabile, fresco e geniale, anche tra altri 20 anni. Se doveste (e sono sicuro siete in parecchi) già aver giocato il titolo in oggetto, è chiaro che nulla sarà più come la prima volta (anche se gli enigmi sono tanti e tali da rappresentare sempre una sfida), ma quale migliora scusa per non fare un secondo giro si questa magnifica giostra?
Multiplayer: non è presente una modalità multiplayer.
Fattore iPhone: come già accennato qualche riga più in alto, pur essendo discreto il prodotto e il modo che è stato scelto per permettere di portare un tale capolavoro su iPhone, è altrettanto inconfutabile che da una casa blasonata e ricca di esperienza come LucasArts, sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più. Il problema è che The Secret of Monkey Island – Edizione Speciale non è un titolo sviluppato esclusivamente per la piattaforma Apple, ma un’operazione di marketing, riuscitissima, che voleva portare su differenti piattaforme (tra cui PC ed X360) uno delle pietre miliari del genere avventura. Lavorare su differenti macchine con diverse caratteristiche, ha evidentemente obbligato LucasArts a trovare un compromesso.
PRO
+ Secondo una moltitudine di giocatori, la più bella avventura mai realizzata nella storia
dell’intrattenimento elettronico. Ha ispirato almeno due generazioni di giocatori
diventando un passaggio obbligato nella maturazione videoludica di ogni giocatore che
si rispetti
+ Il re-styling proposto è riuscito, ringiovanendo un titolo che cominciava a lasciare
intravedere la sua non più tenera età (ma non una carenza di stile)
+ Musiche assolutamente fantastiche rendono questo il gioco con l’accompagnamento
sonoro di gran lunga più bello della vasta libreria iPhone (solo Katamari Damacy può
competere, forse)
+ Trama semplicemente geniale, con trovate che hanno offerto spunti a mille altre
avventure. La scuola del videogioco passa di qui
+ Ambienti evocativi e situazioni pregne di un umorismo che non mancherà di coinvolgervi e
divertirvi allo stesso tempo
+ La storia dura abbastanza da garantirvi un numero di ore che giustifichi
abbondantemente la spesa che vi troverete ad affrontare
+ Possibilità di giocare anche il capitolo originale, che ci ammaliò quasi due decadi fa
CONTRO
- Il sistema di controllo "nuovo" non risulta troppo ispirato. Nulla cui non ci si abitui, ma
sarebbe stato legittimo aspettarsi maggiore attenzione verso un dettaglio così significativo
- La nuova veste grafica non entusiasmerà i giocatori più tradizionalisti e bigotti (presente!)
CONCLUSIONI
Se non aveste mai giocato il primo Monkey Island, permettetemi di chiedervi su che pianeta abbiate vissuto negli ultimi vent’anni. Ironia a parte, non c’è un solo motivo per non consigliarvi caldamente l’acquisto di The Secret of Monkey Island Edizione Speciale. Una volta presa confidenza col sistema di controllo e abbracciato lo stile così atipico del gioco, vi ripagherete della spesa con un tasso di interesse paragonabile a quello che avreste coltivando e vendendo cetrioli sotto casa di Malgioglio e Signorini..
Se invece foste tra i milioni di giocatori che hanno già incrociato la loro strada con quella di Guybrush Threepwood, chiedetevi quando mai vi potrà ricapitare di riviverne i fasti, mentre andate in autobus a lavoro o mentre svaccati nel letto, poco prima di addormentarvi pensate a quando anche voi da piccoli sareste voluti diventare temibili pirati. La poesia non si compra al mercato… si compra su App Store.
VOTO COMPLESSIVO: 9/10
The Secret of Monkey Island – Edizione Speciale è disponibile sull’App Store a 5,99€, ed è compatibile con iPhone 3G, iPhone 3GS e iPod Touch con firmware 2.2.1 o successivi.















4 Commenti
luglio 24th, 2009 at 20:42
Splendida recensione, davvero. La prima parte trasuda affetto e ricordi e non ti nascondo che un mezzo brividino giù per la schiena me l’ha fatto venire.
La seconda parte e’ fredda analisi tecnica, ed è giusto che sia così
Ottimo lavoro, Snow. A mani bassissime proprio (cit.)
luglio 24th, 2009 at 21:32
Grazie Cristian
ho in camera quattro poster 60 x 80, dei quadri veri e propri, che mi ricordano quotidianamente quali siano le avventure che hanno segnato maggiormente gli anni che non torneranno più, quando si tornava a casa da scuola, si accendeva l’Amiga (o il Commodore 64) e fino a quando non arrivava il coprifuoco, si giocava come dei disperati.
Per la cronaca i 4 poster sono: il primo Mokey Island di cui ho parlato diffusamente nella recensione, il secondo Monkey Island che pur non avendo lo stesso impatto sorprendente del primo (è un seguito del resto) è forse il capitolo con le vette di genialità più assoluta (il finale lo ricordi?).
Gli altri due sono Zak McKarcken che ha sancito la nascita del mio amore per il genere e il mio legame a doppio filo con la LucasArts e l’ultimo Sam & Max che alla fine è entrato nei magnifici 4 più perchè avevo trovato un’immagine bellissima e ad altissima risoluzione, non potevo non farmela stamapre e incorniciarla.
A dire il vero trovassi Loom, Indy, Maniac Mansion,… ce ne sarebbero tanti. Sto cominciando a giocarmi The Dig, gioco che mi è stato detto (pure da me) non può mancare al mio curriculum vitae, nonostante anche per lui gli anni siano passati.
Vediamo com’è l’avventura dello spazio scenggiata da Spielberg…
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